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CLUSANE
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NOTIZIE STORICHE
CLUSANE è situato su una collina della sponda meridionale del Lago d'Iseo.
E' un paese antico. La presenza di insediamenti romani è testimoniata dai
pochi ruderi delle THERMAE CLODIANAE ( presso "el funtanì di archecc"). E'
improbabile che il toponimo dialettale "Crusane" si rifaccia a tale
presenza romana; forse significa "Il paese della croda (corno)" o, con
accezione più recente "il paese delle chiuse".
Nel
1093 esisteva già la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio; i loro
proprietari, i Brusati, signori longobardi di Sovere, fecero donazione
all'ordine Cluniacense; l'abate di Cluny, S. Ugone (ca 1024-1109), inviò
due monaci che vi fondarono un priorato.
I monaci guidavano i lavori di bonifica e l'organizzazione agricola, mentre
la cura d'anime venne affidata ad un "sacerdote prebendato o commensale", il
quale ufficiava la chiesa del priorato e assisteva spiritualmente i monaci e
i loro coloni; nell'esercizio del suo ministero dipendeva dall'arciprete
della Pieve di Iseo e dal suo capitolo.
Sulla collina intorno alla chiesa e al monastero cluniacense si formò
l'attuale centro storico di Clusane.
Comune autonomo fin dai tempi della Repubblica Veneta, nel 1610 CLUZANE
apparteneva alla Quadra di Iseo. Alla fine dell'Ottocento il comune di
Clusane, denominato CLUSANE SUL LAGO, amministrati-vamente era compreso nel
Circondario di Chiari; nel 1928 fu aggregato a Iseo per decreto del governo.
Con la
costruzione della nuova chiesa parrocchiale di Cristo Re (1932-1935) iniziò
il moderno sviluppo urbanistico ed ora il paese si estende nella campagna un
tempo coltivata a cereali, vigneti, alberi da frutto, gelsi e prati e sulle
pendici orientali e settentrionali del Monte Alto, ricche di boschi, prati e
campi.
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In concomitanza con la costruzione della chiesa si sviluppò l'attività di
ristorazione e il piatto tipico del luogo la tinca al forno con
polenta acquistò fama.
Attualmente ogni anno, in luglio, si svolge la Settimana della Tinca al
Forno, organizzata dagli Operatori Turistici di Clusane, accompagnata da
recite teatrali, proiezione di filmati, mostre di pittura e mercatini, che
richiama numerosi turisti e degustatori dell'eccezionale piatto.
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LA CHIESA VECCHIA
L'antica
Chiesa Parrocchiale (oggi detta "Chiesa vecchia") è dedicata ai Santi
Gervasio e Protasio. Era stata costruita a una navata sulle
vestigia della chiesetta medievale, ampliata successivamente (sec. XVI-XVII), rimaneggiata con tre navate di bella struttura settecentesca.
Recentemente, con un coraggioso e ampio intervento, è stata adattata a
sala per gli incontri della comunità ( manifestazioni, convegni, concerti,
teatri).
La facciata a capanna si presenta nel complesso disadorna. Il portale
(1717) è in "sarnico" con lesene e semplici ornamenti. Elegante e slanciato è
il campanile con cella campanaria
tuttora in funzione.
L'interno contiene discreti affreschi d'epoca e stucchi di stile
settecentesco.
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 Nel
centro storico, la piazza davanti alla chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
è selciata con camminatoi in sarnico. Sulla facciata di una casa che si
erge sulla piazzetta del campanile si legge la scritta dipinta: "UFFICIO
CARITA' E FABBRICERIA". Dalla
piazza della Chiesa si può scendere, seguendo un interessante percorso, alla
riva del lago presso i resti delle TERMAE CLODIANE.
Nella località denominata "La Punta" è situata e ancora funzionante la
chiesetta di SAN ROCCO, realizzata dalla famiglia Sala (sec.XVI) a servizio
della popolazione, come succursale della Chiesa parrocchiale e anche
come alternativa alla cappella del castello, dedicata anch'essa al Santo.
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IL
CASTELLO DEL CARMAGNOLA
La
costruzione, maestosa e isolata, è situata sulla parte occidentale
della collina morenica, occupata per metà dal borgo storico, sorto attorno
all'antico monastero.
Più che un fortilizio si presenta da secoli come una splendida dimora di
puro stile quattrocentesco. A ricordare il castello originale restano i
basamenti formati da grosse pietre squadrate e la fossa con i ponti di
collegamento.
Si
ritiene che qui abbia vissuto il condottiero Francesco BUSSONE detto "IL
CARMAGNOLA" (Carmagnola, 1380 - Venezia, 5 maggio 1432), dopo il 1428,
quando egli conquistò, per conto di Venezia, Brescia e la VaI Camonica. Era
divenuto, prima di cadere in disgrazia, Conte di Chiari e qui a Clusane
veniva a villeggiare. Il castello passò poi alla famiglia Sala di Milano e
in seguito alla famiglia Baroni.
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Secondo alcuni documenti catastali, presi in seria considerazione da qualche storico ( Gabriele Rosa), si dovrebbe pensare alla esistenza di un
vero castello in una posizione diversa, all'interno dell'abitato, nei pressi
della Chiesa e con diversa forma (rotondo con due entrate). All'interno del
suo perimetro sono collocate le case "bellissime" di varie nobili famiglie.
Quindi, secondo Gabriele Rosa, i resti del vero "Castello del Carmagnaola"
andrebbero cercati a ridosso della Chiesa vecchia.
Lo storico iseano citato scrive:"Nel principio del secolo XVI i nobili Sala
da Brescia fecero costruire quel magnifico castello signorile a Clusane che
poscia possedettero i Baroni, castello diverso da quello che era del Carmagnola sorgente verso la chiesa parrocchiale".
Nonostante i rimaneggiamenti e gli adattamenti, restano varie parti ancora
integre e dotate della originaria eleganza: il loggiato al secondo piano
con quattordici archi a pieno centro, una grande sala al primo
piano con soffitto in travi di legno ben lavorate. Il complesso
appartiene ora a due proprietari.
E' in progetto un intervento ampio di
reintegrazione e di conservazione.
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LA
CHIESA PARROCCHIALE DI CRISTO RE
E'
l'attuale chiesa parrocchiale: un grandioso edificio, voluto
dalla popolazione e dal parroco don Bernardo GUATTA, costruita dal 1932 al
1935, in stile impero, su progetto dell'architetto Dante FORNONI di
Bergamo; consacrata nel 1935 dall'arcivescovo di Brescia mons. Giacinto
Tredici.
Nel
giardino del sagrato è collocata una statua raffigurante l'illustre prelato
Mons. Bernardo Guatta che ha guidato per vari decenni la parrocchia e ha
affrontato e accompagnato con saggezza la progettazione della nuova
Chiesa.
La
facciata a capanna è maestosa, ricca di colore; si eleva sopra una
gradinata in marmo che conduce in un ampio atrio racchiuso da un grande arco
a pieno centro su colonne quadre in ceppo; sui lati dell'atrio sono
impostate due cappelle con ingresso anche dall'interno e chiuse da
cancellate in ferro battuto: il Battistero e la Cappella della Madonna di
Lourdes.
L'interno a una navata, si presenta grandioso, in stile impero, «severo
stile romanico rammodernato» , completamente decorato, caratterizzato da
unità stilistica forse un poco monotona ma certamente innovatrice con alta
volta a tre campate su quattro archi traversi a pieno centro.
Le cappelle e gli altari sono arricchiti da opere in bronzo dello
scultore Claudio BOTTA, da vetrate istoriate. I grandi affreschi del
presbiterio e dell'abside sono del pittore Vittorio TRAININI, quelli della
navata sono opera di Pietro Sarvelli.
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